Home > Chiesa AscolanaVescovi > 1771 - Emanuele de Tommasi

Emanuele de Tommasi, vescovo di Ascoli, nacque a Napoli il 25 dicembre 1721. Eletto da Papa Clemente XIV il 21 dicembre 1771. Era dottore in utroque iure. Diede forma e ornamenti all’attuale Cattedrale di Ascoli, così come si osserva oggi. Nel 1771 ampliò il Seminario vescovile: "anno 1771 Emmanuel de Tomasiis Clericorum seminarium dilatavit" e ornò i Canonici di calze e berrette aventi colore violaceo. Tra il 1771 e il 1778 disputò a lungo con l’Abate Commendatario Pasquale Acquaviva d’Aragona il possesso della Chiesa di S. Leonardo le Matine di Torre Alemanna. La controversia terminò solo con la  dichiarazione che la Chiesa di S. Leonardo era soggetta “in spiritualibus” al Vescovo di Ascoli. Nel 1775, dopo che un reale dispaccio stabiliva che le cinque colonie gesuitiche di Stornara, Stornarella, Orta, Ordona e Carapelle dovevano essere costituite in Parrocchie ed affidate alla Diocesi di Minervino, protestò presso la Corte Reale perché esse fossero assegnate alla sua giurisdizione, essendo Ascoli la Diocesi più vicina. Il re ritenne giusta l’osservazione del Vescovo ed assegnò le cinque Parrocchie alla Diocesi di Ascoli. Nel 1785 celebra in Ascoli il Sinodo Diocesano. Il 2 luglio 1797 fondò l’Orfanotrofio per ragazze denominato di “S. Giuseppe e S. Teresa” (oggi Scuola Materna S. Giovanni), con assegno di 300 monete d’oro date dalla Mensa Vescovile. Il 5 maggio 1799, in seguito alla esposizione pubblica delle teste recise dei patrioti trucidati il 2 maggio, non accorda il permesso per la processione di S. Potito, S. Biagio e S. Stefano fino a che i controrivoluzionari rimuovono le teste esposte. Morì il 5 gennaio 1807, a 85 anni, completamente cieco.

Nella Cattedrale di Ascoli Satriano si trovano due altari dedicati a S. Potito, Patrono principale della città di Ascoli Satriano. Il primo e il più antico si trova nella navata sinistra; il secondo si trova nella Cappella di S.Potito. Il Vescovo Mons. Emanuele de Tommasi, diede inizio ad una tradizione, che ancora oggi si conserva: ai Primi Vespri della solennità del santo la statua argentea viene portata in processione dall’altare della Cappella al vecchio altare, sul quale viene deposta ed incensata, quindi si riprende il corteo e viene portata nel presbiterio e messa sull’apposita base, accanto all’altare maggiore, ove rimane per tutta la durata dei festeggiamenti.

       

la statua argentea viene portata in processione dall’altare della Cappella di San Potito al vecchio altare
 

     

ornò i Canonici di calze e berrette aventi colore violaceo


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